Iniziata l'assegnazione delle frequenze Wi-Max

 


 

Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato oggi la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax”.

"E’ una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale" ha dichiarato il Ministro Gentiloni che ha aggiunto "questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese

ringrazio 232323 per la segnalazione, saluti, BigDaD 

E’ stata avviata oggi dal ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax” nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz).

La procedura scelta dal Ministero delle Comunicazioni, conseguente alla delibera AGCOM, prevede che siano rilasciati 3 diritti d’uso complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz, indicati come Blocco A, Blocco B e Blocco C, ciascuno di ampiezza frequenziale pari a 2x21 MHz.

Di tali diritti d’uso, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale, mentre 1 diritto d’uso (Blocco C) è rilasciabile a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano).

I diritti d’uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del Ministero.

[Fonte: ministero delle Comunicazioni]

 

PER APPROFONDIRE: 

Gentiloni: 'Con il Wi-Max in arrivo più banda larga'

WiMax

Il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha presentato oggi la procedura di assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze “WiMax” nella banda 3.4-3.6 GHz (banda 3.5 GHz). 

«Grazie al WiMax avremo più banda larga», ha dichiarato il Ministro Gentiloni. «E’ una tappa fondamentale per garantire il diritto all’accesso alla rete come servizio universale. Questo Governo conferma così gli impegni a ridurre il divario digitale ancora presente in molte regioni italiane, ad incrementare la competizione nelle TLC ed a favorire l’innovazione tecnologica del nostro Paese. Ringrazio il Ministro della Difesa la cui fattiva collaborazione ha consentito di rendere disponibili per l’uso civile queste frequenze ». 

L’utilizzo delle frequenze WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access),che sfruttano la propagazione via radio della “banda larga”, permetterà di coprire aree geografiche più difficilmente raggiungibili o attualmente poco remunerative per gli operatori, contribuendo in modo decisivo alla riduzione del digital divide, tramite connessioni ad alta velocità alle reti di telecomunicazioni (fino a 74 Mbit/s), in un raggio di circa 50 chilometri dal singolo punto di propagazione (rispetto invece alle poche decine di metri della tecnologia WiFi). 

Il WiMax, inoltre, offrendo l’opportunità di un accesso veloce ad Internet, ai suoi contenuti e ai suoi servizi, con una soluzione tecnologica competitiva e vantaggiosa in termini di costo rispetto alle tradizionali soluzioni cablate come l’ADSL, promuoverà un assetto maggiormente competitivo del mercato italiano delle telecomunicazioni su rete fissa, imprimendo una decisa accelerazione al superamento del problema dell’accesso alla rete locale, il c.d “local loop” o “ultimo miglio” della rete telefonica che dalla centrale del gestore raggiunge la sede del cliente finale. 

La procedura scelta dal Ministero delle Comunicazioni, conseguente alla delibera AGCOM pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 135 del 13 giugno 2007, prevede che siano rilasciati 3 diritti d’uso complessivi delle frequenze disponibili nella banda 3.4 – 3.6 GHz, indicati come Blocco A, Blocco B e Blocco C, ciascuno di ampiezza frequenziale pari a 2x21 MHz.

Di tali diritti d’uso, 2 (Blocco A e Blocco B) sono rilasciabili per aree di estensione geografica macroregionale, mentre 1 diritto d’uso (Blocco C) è rilasciabile a livello regionale (con suddivisione provinciale nel caso delle Province Autonome di Trento e Bolzano). 

I diritti d’uso delle frequenze di gara hanno una durata di 15 anni a partire dalla data di rilascio, sono rinnovabili e non possono essere ceduti a terzi senza la preventiva autorizzazione del Ministero. 

Specifiche di utilizzo dei diritti d’uso:

  • ad uno stesso soggetto può essere assegnato un solo diritto d’uso per macroregione;
  • il Blocco C è riservato prioritariamente a soggetti che non dispongano direttamente di diritti d’uso di risorse spettrali per l’offerta di servizi di comunicazione mobile di terza generazione (UMTS).

Requisiti di ammissione per la partecipazione alla procedura:

  • prevedere nel proprio oggetto sociale il complesso delle attività connesse all’utilizzo dei diritti d’uso;
  • prevedere nel proprio statuto una durata pari almeno a quella dei diritti d’uso;
  • essere titolare di autorizzazioni generali per le reti e/o i servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico o dimostrare la propria idoneità tecnica e commerciale nel settore;
  • essere o impegnarsi a costituire una società di capitali.

Macroregioni:

Le aree di estensione geografica macro regionali sono 7, per ciascuna delle quali vengono assegnati n. 2 diritti d’uso:

  1. Lombardia, Province Autonome di Trento e Bolzano
  2. Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana
  3. Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche
  4. Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise
  5. Campania, Puglia, Basilicata, Calabria
  6. Sicilia
  7. Sardegna

Per ogni macroregione sono stati stabiliti i seguenti importi minimi per ogni diritto d’uso, suddivisi per i due blocchi A e B

Macroregione

Importo minimo €

Blocco A

Importo minimo €

Blocco B

Lombardia+Bolzano+Trento3.295.000,003.295.000,00
Valle d’Aosta+Piemonte+Liguria+Toscana2.826.000,002.836.000,00
Friuli Venezia Giulia+Veneto+Emilia Romagna+Marche3.477.000,003.487.000,00
Umbria+Lazio+Abruzzo+Molise2.272.000,002.282.000,00
Campania+Puglia+Basilicata+Calabria2.985.000,002.955.000,00
Sicilia1.171.000,001.201.000,00
Sardegna422.000,00412.000,00

Per quanto attiene invece al Blocco C vengono fissati per ogni Regione degli importi minimi per ciascun diritto d’uso. Inciascuna Regione viene assegnato n. 1 diritto d’uso. 

RegioneImporto minimo €RegioneImporto minimo €
Piemonte1.282.000,00Marche430.000,00
Valle d’Aosta40.000,00Lazio1.629.000,00
Lombardia2.990.000,00Abruzzo336.000,00
Prov. Aut. Bolzano153.000,00Molise80.000,00
Prov. Aut. Trento 152.000,00Campania1.387.000,00
Veneto1.418.00,00Puglia950.000,00
Friuli Venezia Giulia355.000,00Basilicata147.000,00
Liguria455.000,00Calabria471.000,00
Emilia Romagna1.284.000,00Sicilia1.201.000,00
Toscana1.059.000,00Sardegna412.000,00
Umbria237.000,00  

Per ogni area di estensione geografica e per ogni diritto d’uso si procede ad un’assegnazione immediata o al rinvio ad una fase di miglioramenti competitivi secondo le modalità fissate nel disciplinare di gara.

Calendario di gara:

  • pubblicazione del bando di gara su G.U.C.E. e G.U.R.I.;
  • entro 45 giorni da tale pubblicazione, presentazione delle domande di partecipazione;
  • entro 15 giorni valutazione delle domande da parte del Ministero e comunicazione dell’elenco dei soggetti ammessi alla gara.
  • entro i successivi 30 giorni presentazione delle offerte da parte dei soggetti ammessi alla gara.

Garanzie che il singolo aggiudicatario deve prestare

Ogni aggiudicatario deve garantire una significativa copertura territoriale ed un particolare impegno nelle aree a “digital divide”. La copertura territoriale è calcolata con un meccanismo a punti previsto dal disciplinare di gara e risultante dall’installazione di impianti nei Comuni dell’area interessata. 

I Comuni sono suddivisi in tre distinti elenchi. 30 dei 60 punti da raggiungere devono essere realizzati installando impianti nei Comuni a «digital divide totale», raccolti in un apposito elenco allegato al Bando di Gara. 

Trascorsi i 30 mesi dal rilascio del relativo diritto d’uso, gli aggiudicatari che non utilizzino completamente le frequenze assegnate, sono tenuti a soddisfare richieste di soggetti terzi di accesso alle frequenze stesse, sulla base di negoziazione commerciale.

***** 

«WiMax» ovvero la banda larga via radio

Con il termine “banda larga” si intende la capacità della rete telefonica di consentire, oltre alle classiche comunicazioni in voce, anche una elevata velocità di trasmissione dei dati che renda possibile accedere ai servizi e ai contenuti di Internet in maniera rapida. Ad esempio, rispetto ad una tradizionale connessione via modem da 56k, la banda larga permette il trasferimento di un semplice file musicale in pochi secondi anziché impiegare alcuni minuti. 

La tecnologia WiMax (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è un sistema di radiocomunicazioni che consente di offrire all’utente servizi di accesso a larga banda alle reti, tramite collegamenti via radio fra una singola stazione base localizzata in una posizione fissa e determinata ed un numero di stazioni utente collegate a detta stazione base. Per questo il WiMax consente di portare la banda larga là dove è difficile realizzare collegamenti Internet via cavo, consentendo di coprire vasti territori con una singola antenna, e richiedendo, quindi, investimenti molto limitati. 

La disponibilità di collegamenti in banda larga, infatti, non è uniforme su tutto il territorio: vi sono ampie zone del Paese, generalmente quelle a minore densità di popolazione, dove gli investimenti necessari per l’ammodernamento della rete non sono giustificati dal possibile successivo ritorno economico. Così si è generato negli anni scorsi in Italia un vero e proprio divario nell’accesso a questo nuovo «servizio universale» da parte di cittadini residenti in aree diverse del Paese:il cosiddetto digital divide

Per ridurre il digital divide, possono, quindi, essere utilmente adoperate le tecnologie radio, come il WiMax, che richiedono costi di installazione di gran lunga inferiori a quelli richiesti dagli scavi per la posa di nuovi cavi o nuove fibre.

Il WiMax, sfruttando la propagazione via radio, è infatti in grado di coprire in modo economico anche le aree più difficilmente raggiungibili e permette di realizzare connessioni alla rete ad alta velocità (fino a 74 Mbit/s) in un raggio di circa 50 chilometri (il WiFi arriva a poche decine di metri).

Il WiMax offre l’opportunità di fornire l’accesso a Internet, ai suoi contenuti e ai suoi servizi con prestazioni estremamente competitive e vantaggiose, in termini di costi, rispetto a soluzioni cablate come l’ADSL, consentendo di superare il problema dell’accesso alla rete locale, cioè l’accesso a quel tratto di rete telefonica fissa che dalla centrale raggiunge la casa dell’utente.

Lo standard tecnologico del WiMax in Italia utilizza è lo stesso concordato a livello mondiale; pertanto la sua implementazione consentirà di utilizzare un unico terminale pressoché ovunque nel mondo, come già accade ad esempio con il GSM nella telefonia radiomobile.

Per molte aziende, la banda larga costituisce una esigenza irrinunciabile che incide sulla loro capacità di competere con le altre. Pertanto la diffusione del WiMax costituirà una grande opportunità per incrementare la competitività delle imprese sia sul mercato interno, sia su quello internazionale. Inoltre l’utilizzo delle frequenze WiMax potrà essere sfruttata per la realizzazione di nuove reti per servizi di pubblica utilità.

Il WiMax in Europa utilizza la banda 3.5 GHz. Tale banda è utilizzabile anche in Italia grazie all’accordo fra il Ministero delle Comunicazioni ed il Ministero della Difesa che ha liberato tale banda di frequenza dall’utilizzo di tipo militare, rendendola disponibile a quello di tipo civile.

[fonte: ministero delle telecomunicazioni] 

 

 


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